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È sempre meglio ingoiare a fatica un boccone amaro che morire di fame. E qualche volta le soluzioni indigeste potrebbero dare frutti insperati. Magari portare una ventata di fiducia a chi, come in questo caso, sta pagando più di tutti una crisi senza fine: i giovani. Così la regione Emilia Romagna, con una mossa a sorpresa cala una carta già giocata a suo tempo dal Governo Berlusconi e aspramente criticata proprio dallo schieramento politico del presidente Vasco Errani: l’apprendistato. Con qualche cambiamento, è vero, ma tutte le modifiche sono state comunque apportate previo accordo di conferenza Stato-Regioni.

UN PIANO DA 40 MILIONI. Gli interventi che la Regione si appresta a finanziare sono sostanzialmente due. Il primo sarà rivolto alla formazione di propria competenza mentre il secondo sarà orientato alla promozione dell’apprendistato e il suo contenuto formativo nell’ambito del piano straordinario per l’occupazione dei giovani (per la qualela Regione offre alle imprese che intendono assumere giovani ricorrendo al contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma 18-25 anni) e per l’alto apprendistato. Il tutto con  una serie di incentivi che ammontano a 20 milioni di euro. Il valore del sostegno, naturalmente, sarà  commisurato al genere e alle ore di formazione formale previste. L’azienda che assumerà un giovane con contratto di apprendistato 18-25 anni, ad esempio,  riceverà 5.400 euro se si tratta di un maschio e 6.000 euro sei invece ad essere assunta è una donna. Ma l’intervento regionale guarda ben oltre il periodo di apprendistato. Oltre ai 20 milioni per incentivare l’apprendistato l’intervento regionale, infatti, prevede altri 20 milioni per la stabilizzazione a tempo indeterminato dei giovani fino a 34 anni, 3 milioni per promuovere l’assunzione a tempo indeterminato di giovani tra i 30 e i 34 anni e 3 milioni per incentivare i giovani che intendono intraprendere un’attività autonoma. Complessivamente, il Piano, ha una dotazione di 46 milioni di euro.

QUALE APPRENDISTATO. Tre i tipi di apprendistato previsti: per la qualifica e per il diploma professionale e sarà finalizzato a consentire agli apprendisti collocati nella fascia 15-18 anni di conseguire una qualifica triennale o un diploma professionale e a quelli dai 18 ai 25 di conseguire una qualifica professionale ai fini contrattuali attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico professionale. In entrambi i casi la Regione parteciperà finanziariamente alla realizzazione della formazione attraverso il riconoscimento di un voucher all’apprendista da 1.500 a 3.400 euro; professionalizzante o contratto di mestiere il cui intento è quello di favorire lo sviluppo e la valorizzazione delle competenze dei giovani assunti con contratto di apprendistato professionalizzante al fine di migliorarne il grado di occupabilità e spendibilità nell’impresa e nel mercato del lavoro; di alta formazione e di ricerca orientato a rafforzare lo spessore conoscitivo e professionale dei giovani e la loro spendibilità nel mondo del lavoro, attraverso l’acquisizione della laurea o di un titolo universitario post-laurea, nell’ambito del rapporto di lavoro di alto apprendistato. Un progetto ambizioso che potrebbe togliere molte castagne dal fuoco agli amministratori regionali ma che potrebbe rivelarsi anche un pericoloso boomerang: quale sarà, infatti, la risposta di aziende e giovani? Per saperlo non resta che attendere il prossimo mese di settembre.

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